Comunicato stampa del 31 dicembre 2018

FESTA DI SAN SEBASTIANO 2019

La Festa di quest’anno sarà caratterizzata da ciò che è accaduto nel nostro territorio il 26 dicembre u.s.: il terremoto. Un evento tragico, che ci ha riempito di macerie e di incertezze, di paura e di sconcerto. Che ha lasciato diverse famiglie senza casa. Che ha lasciato diverse comunità senza la casa di tutti che è la chiesa parrocchiale. Tutti noi abbiamo ben presenti quelle immagini tristi di distruzione e le lacrime ritornano a velarci gli occhi…Grazie a Dio non ci sono state vittime e questo ci ha confortato e ci dà la voglia – come ha detto il nostro vescovo mons. Antonino Raspanti – di “guardare subito al domani”.
Cosa ha da dirci il martire Sebastiano a noi che viviamo questa prova?
la Festa di San Sebastiano ad Acireale è nata oltre 450 anni fa in un momento terribile di prova: il flagello inenarrabile della peste. Un flagello che non aveva pietà per nessuno. Gli acesi di 450 anni fa, nella prova, scelsero colui che visse la prova e la superò! Scelsero San Sebastiano.
Allora di fronte alle prove, ci dice oggi il glorioso bimartire nostro protettore, ci dice non scoraggiatevi, non abbattetevi, non smarritevi, non perdete la vostra fede.
Ecco perché abbiamo bisogno di fare lo stesso la Festa, di sentirci popolo, di unirci nella prova per ritrovare slancio, fervore, entusiasmo, fraternità, fiducia, speranza.
Ieri come oggi abbiamo bisogno che san Sebastiano ci indichi che la vera forza è nel Signore!
Festa che diventa anche fraternità, solidarietà attenta, concreta e fattiva. Abbiamo deciso – il Collegio dei canonici unitamente ai giovani del Comitato – di non accendere i fuochi d’artificio durante i festeggiamenti e di devolvere il corrispettivo in un’opera-segno a favore di una delle comunità maggiormente colpite dal terremoto: la comunità di Pennisi. È un gesto significativo, piccolo se vogliamo, ma significativo. Tutti i veri devoti di San Sebastiano lo apprezzeranno, perché sanno bene che il nostro Santo si sentirà così ancora più rispettato e onorato.
Il nostro martire, il nostro Comandante, ci dice ancora una volta che nella prova non siamo mai soli. Ecco il senso della nostra Festa.

Per il Collegio dei Canonici e per il Comitato
Can. Vittorio Rocca, Decano